Mercoledì 19 maggio 2021

La pandemia da Coronavirus ha ampliato il divario fra Paesi ricchi e quelli poveri in termini di risposta educativa. Dall’ultimo rapporto sull’istruzione in tempi di covid-19 messo a punto congiuntamente da Unesco, Unicef e Banca Mondiale viene lanciato un grido d’allarme perché vengano messe in atto «le giuste scelte di investimento per ridurre significativamente questo divario». La pandemia ha causato la chiusura delle scuole, un accesso limitato all’istruzione a distanza e tagli di bilancio, aggravando ulteriormente la già scarsa qualità dell’istruzione offerta ai bambini dei paesi poveri e incrementando così le disuguaglianze.

«Il compito di rilanciare il processo di apprendimento è estremamente urgente», ha dichiarato Jaime Saavedra, direttore globale dell’istruzione della Banca mondiale. È un quadro pesante che chiama in causa il nostro cuore e la nostra responsabilità. Good Samaritan in tutti questi mesi ha seguito passo dopo passo l’evolversi della situazione in Uganda e ha cercato di supportare sia i ragazzi che le loro famiglie. Nessuno è stato escluso e tutto questo è potuto avvenire grazie al vostro preziosissimo aiuto.

Il 27 maggio ricorrono i trent’anni (1991) della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre 1989). Credo che uno dei modi più belli per ricordare questo anniversario sia quello di adoperarci perché ogni bambino possa avere la possibilità di varcare la soglia di una scuola e di poter tenere in mano un libro e una penna.

COME SOSTENERE I BAMBINI E I RAGAZZI

Kit salute: la sanità in Uganda è a pagamento e spesso i ragazzi si ammalano e in mancanza di soldi non vengono curati abbandonando gli studi anche per lunghi periodi fin quando la consultazione medica diventa inevitabile. In alcuni casi si può arrivare anche a perdere l’anno scolastico. Per ovviare a questo problema vogliamo coprire le spese mediche dei bambini e intervenire sul loro stato di salute.

Kit scolastico: quest’anno le richieste avanzate dalle scuole rispetto al materiale necessario per essere ammessi alle lezioni sono aumentate notevolmente e includono anche prodotti per l’igiene personale, in linea con le misure di prevenzione per la diffusione per il Covid 19. Non tutte le famiglie sono in grado di provvedere all’acquisto del kit, rischiando di compromettere il percorso scolastico del ragazzo.

Kit beni primari: il numero di famiglie bisognose è aumentato e le condizioni di grave indigenza a cui devono far fronte i ragazzi sono infatti di forte ostacolo alla partecipazione scolastica, poiché alterano le priorità della vita quotidiana e li costringono a relegare lo studio in una posizione secondaria. Per potersi dedicare agli studi, questi giovani, hanno dunque bisogno di un adeguato supporto globale che si traduce concretamente nella distribuzione di beni alimentari e di prima necessità.

Kit lavoro: spesso i ragazzi che ottengono il diploma presso una scuola professionale fanno fatica a inserirsi nel mondo del lavoro per l’impossibilità di acquistare gli strumenti indispensabili per avviare una piccola attività lavorativa. Diventa importante fornire a tutti i ragazzi che completano il percorso di studi un kit lavoro in grado di renderli autonomi e massimizzare l’impatto dell’aiuto.


Lunedì 3 maggio 2021

Con la nascita di movimenti etici, e con il dilagare della pandemia mondiale e del conseguente blocco di molti paesi, sembra che ci sia un ritorno alla semplicità. La riscoperta dell’essenziale, in un momento di crisi e di passaggio come questo,  ci catapulta in una dimensione di responsabilità sociale: ognuno di noi è essenziale per il cambiamento, per fare la storia e per lasciare un segno. Ecco che l’artigianato, in contrasto con la produzione massiva di beni (spesso superflui), prende piede e torna, si spera non in maniera transitoria, a fare tendenza.

Quando un’artigiana lavora pazientemente la foglia di banano ci sta mettendo qualcosa di personale: il suo talento, il suo tempo, il suo amore, la sua passione, la sua pazienza. L’oggetto finale non è solo un complemento d’arredo, ma qualcosa di più: racconta una storia, che puoi vedere, toccare e percepire. Nel mondo della moda e dell’artigianato sono i clienti ad avere il potere d’acquisto che fornisce dignitose opportunità alle artigiane. I prodotti realizzati a mano con materie prime locali dalle donne della Cooperativa Wawoto Kacel rispecchiano i suoi valori: realtà di questo tipo devono essere consapevoli sia del creatore che del consumatore e, collaborando con voi, possiamo cambiare il futuro dell’artigianato locale e delle donne.

La nostra e la vostra missione è quindi quella di accompagnare le donne, consentendo loro di scrivere il proprio destino. La Cooperativa fornisce uno spazio sicuro per le donne che sono state oggetto di stigmatizzazione, pratiche abusive e altre ingiustizie nelle loro comunità d’origine a causa di condizioni fisiche e di salute, nonché a donne che hanno subito traumi legati a rapimenti e violenze nel periodo della guerra. I processi produttivi consentono alle donne di apprendere nuove abilità per aiutarle a prendere fiducia in loro stesse. Attraverso il sostegno psicologico e l’ascolto si cerca di curare i traumi: le donne vengono aiutate a coltivare un senso di speranza e si dà loro la possibilità di scoprire la propria identità come individui attraverso il lavoro, l’istruzione, lo sviluppo delle competenze e l’empowerment economico.

Un progetto di grandissimo impatto per le donne, ma anche per le loro famiglie e quindi la comunità locale. Il sostegno messo in atto verso le donne prevede uno stipendio mensile, la possibilità di avere cure mediche (grazie agli accordi con l’ospedale St. Mary Lacor di Gulu), un pasto al giorno, corsi di formazione e di alfabetizzazione, il supporto psicologico, piccoli prestiti e un asilo nido aziendale. Un’attenzione a 360° che ha l’obiettivo di rendere economicamente autonome le donne e re-inserirle nel mondo del lavoro fornendo loro competenze specifiche e gratificazioni personali.

In questo anno critico, la Cooperativa ha dovuto affrontare moltissime sfide, a partire da quella economica dovuta al calo delle vendite. Anche la chiusura delle scuole non ha permesso ad alcuni reparti produttivi di confezionare il materiale normalmente richiesto dagli istituti scolastici. È sopratutto grazie alle vendite che la Cooperativa può sostenere economicamente i suoi membri garantendo uno stipendio, che per loro si traduce in cibo, affitto, pagamento delle tasse scolastiche e soddisfacimento dei bisogni quotidiani legati alla famiglia.

Attraverso l’acquisto dei prodotti “fatti a mano” contribuisci concretamente a dare uno stipendio e un futuro alle donne e alle loro famiglie. Prova il nostro shop solidale on-line: guarda tutti i prodotti, metti nel carrello, inserisci i tuoi dati, dona comodamente con bonifico bancario, pay pal o carta di credito e un corriere ti porterà a casa i tuoi prodotti artigianali. Potrai sfoggiare con fierezza l’originalità e il valore di una collana di carta o di una gonna tinta a mano.


Giovedì 21 gennaio 2021

L’anno scorso, per la prima volta da quando abbiamo iniziato questo cammino insieme, i ruoli (Good Samaritan ODV e dei partner locali i Comboni Samaritans of Gulu) sono apparsi invertiti e la comunità ugandese ha dovuto attingere alla resilienza che la contraddistingue. Da subito l’organizzazione ha mostrato grande vicinanza agli amici italiani, soprattutto con la preghiera. Poi il virus, da lontano, è diventato una minaccia reale e vicina e ha stravolto la quotidianità aumentando a dismisura le difficoltà. Il primo caso ugandese di covid-19 è stato accertato il 21 marzo ma, già il 18 marzo, il governo aveva messo in atto le prime misure di sicurezza che hanno comportato la chiusura delle scuole e dell’aeroporto internazionale di Entebbe.

Sicuramente le rigide misure di contenimento messe in atto dal governo hanno avuto un ruolo importante nel determinare una limitata diffusione del virus. Come prevedibile, l’impatto del lockdown si è rivelato problematico su diversi fronti, a partire dall’ambito economico. In Uganda la maggior parte della gente sopravvive con i soldi che guadagna giornalmente. Tutte le attività sono state sospese e questo ha comportato una difficoltà di accesso al cibo. Le promesse di distribuzione da parte del governo sono state limitate ad alcuni distretti del sud e hanno interessato soprattutto le categorie di lavoratori formali direttamente danneggiati dalla chiusura. 

Le due categorie che hanno subito maggiormente gli effetti negativi delle misure di contenimento sono state le donne e i bambini/ragazzi, non solo perché direttamente colpiti dalla scarsità di cibo e di assistenza medica, ma anche per l’aumento di soprusi, abusi e violenze. La chiusura delle scuole per un periodo così lungo ha privato i ragazzi di un luogo di protezione, oltre che di formazione. Il personale del progetto sostegno a distanza e del microcredito, ha ripreso un importante lavoro di monitoraggio per verificare la situazione dei beneficiari. Da questa attività sul campo il dipartimento ha evidenziato la necessità da parte delle famiglie di reperire cibo e beni primari ed è nata così l’idea della distribuzione di kit beni primari. Durante questi ultimi cinque mesi, nonostante la sospensione delle attività produttive e la chiusura del negozio, la direzione della Cooperativa, in accordo con i Comboni Samaritans of Gulu e Good Samaritan, ha deciso di sostenere economicamente i membri della Wawoto Kacel garantendo loro, oltre a una retribuzione, la copertura delle spese sanitarie presso l’ospedale St. Mary Hospital Lacor. Si è trattato di un piccolo aiuto che ha permesso soprattutto di provvedere all’acquisto di cibo e beni di primaria necessità, nel momento più delicato del lockdown. Le donne si sono mostrate molto felici, sia per il contributo in sé che per la valenza simbolica della decisione. Anche in questa fase la Cooperativa si è confermata, infatti, un luogo terapeutico, una famiglia che unisce e sorregge. 

Giuseppina D’Amico, coordinatrice dei progetti


Mercoledì 4 novembre 2020

Siamo in un momento di confusione e destabilizzazione, una sola cosa è chiara: la solidarietà ci ha aiutato a superare i primi mesi del 2020 e ci aiuterà a “camminare insieme” nell’incertezza di questo autunno.
Ci siamo resi tutti conto di quanto la pandemia abbia cambiato la maggior parte degli aspetti della nostra vita quotidiana. A Gulu, dove il coronavirus è arrivato in ritardo rispetto all’Italia ed è stato meno violento dal punto di vista pandemico, la vita è stata comunque destabilizzata da un prolungato lockdown e l’impossibilità di tenere aperti i piccoli business che sono il cuore pulsante dell’attività commerciale e della sopravvivenza di tante famiglie.

Le donne della Cooperativa Wawoto Kacel, per la maggior parte malate e disabili, erano, e sono tutt’ora, una categoria a rischio; per questo la decisione di chiudere la produzione con l’avvento della pandemia. Aderire alle pratiche di sicurezza e salute e preservare le donne da eventuali contagi è stato l’obiettivo primario, anche se molto sofferto.

La direzione non ha tuttavia mai smesso di occuparsi delle donne, garantendo loro assistenza sanitaria e fornendo cibo e beni primari; grazie al sostengo di Good Samaritan si è riusciti a garantire un contributo di 50.000 scellini (circa 13 euro) al mese a tutti i soci. Un’attenzione particolare, attraverso visite mirate, è stata fornita ai membri con malattie croniche.
I cambiamenti si sono verificati anche sul versante produttivo: sono calati gli ordini ma, grazie all’attività social e marketing, la cooperativa è riuscita ad acquisire nuovi clienti e partner.
Le criticità rimangono molte, sia dal punto di vista della mission originaria del progetto (sostenere e accompagnare le donne vulnerabili), sia dal punto di vista pratico (la vendita dei prodotti con lo scopo di generare profitti).
La condizione di vita delle donne ha subìto un drastico peggioramento, dovuto al minor lavoro, che rimane la fonte principale di reddito per soddisfare le esigenze famigliari; molte famiglie non sono state in grado di acquistare il cibo necessario a nutrire correttamente tutti i membri. Molte delle donne vedono la cooperativa come un luogo di terapia dove convivono esperienze, abilità, storie e il lockdown ha creato un blocco di contatto tra le donne. Infine, l’isolamento sociale ha colpito duramente le donne, poiché costrette a casa, speso in condizioni di povertà.

Una speranza c’è: da ottobre la cooperativa ha riaperto e le donne sono potute tornare al lavoro! Tutti i membri hanno fatto ritorno alle loro postazioni produttive e sono felici di condividere nuovamente le giornate in un ambiente costruttivo e salutare. Sono state riaperte le vendite in loco (in Italia non si sono mai fermate, grazie anche alle piattaforme on-line) e gli ordini e le commissioni cominciano ad arrivare.
In Italia non ci fermiamo: nonostante il nostro show room non possa aprire, vogliamo darti la possibilità di essere fonte di cambiamento per le donne, per migliorare la loro vita e per donare speranza.

A breve, brevissimo, sarà possibile scegliere i prodotti on-line, tramite un sito e-commerce totalmente nuovo e pratico. Ci sarà la possibilità di donare on-line e ricevere a casa gli articoli.

Non vediamo l’ora di presentartelo… A proposito: rimani connesso, seguici su Facebook e su Instagram per sapere quando presenteremo il sito e come si potrà sostenere il progetto. Abbiamo davvero bisogno del tuo contributo per far “camminare insieme” (“Wawoto Kacel”) le donne della cooperativa verso un futuro migliore.

Giuliana Tadiello, Presidente


Mercoledì 21 ottobre 2020

Mentre si sfiorano i 100 decessi, l’Uganda ha allentato le misure di sicurezza, rischiando così che le persone malate, ma asintomatiche, circolino liberamente. Il tampone viene effettuato solo alla presenza di sintomi chiari ma, se non si hanno sintomi, costa 230,000 scellini ugandesi (circa 58 euro): una cifra proibitiva per la maggior parte della popolazione. Anche al St.Mary Hospital Lacor, dove Suor Dorina Tadiello ha lavorato per tanti anni, sono morte sette persone a causa del covid-19.

Good Samaritan in questi mesi ha lavorato a fianco dei Comboni Samaritans of Gulu, garantendo i fondi per l’approvvigionamento di beni primari da distribuire alle famiglie particolarmente fragili.

In questo momento gli operatori locali sono impegnati nell’ultima fase di distribuzione del cibo ai nuclei indigenti e seguono da vicino i ragazzi che sono rientrati a scuola. Il monitoraggio in questa fase diventa fondamentale per assicurare un ritorno a scuola in sicurezza, per verificare le difficoltà incontrate dai beneficiari e valutare delle strategie da mettere in atto.

Infatti, grazie all’autorizzazione del governo, il 15 ottobre le scuole che hanno ottenuto l’idoneità hanno riaperto per i ragazzi che frequentano l’ultimo anno del ciclo di studi e che devono effettuare gli esami (elementari, medie e ultimo anno delle scuole professionali). 

Le difficoltà tuttavia rimangono tante: si é registrato un incremento delle tasse scolastiche e le famiglie soffrono ancora le conseguenze di mesi di lockdown. Sono, purtroppo, ancora tanti i ragazzi costretti a restare a casa e a non frequentare le lezioni. Sappiamo che la scuola è luogo sicuro per i ragazzi, un posto dove poter studiare, costruirsi un futuro, giocare, mangiare, essere monitorati. “Stare a casa” spesso è sinonimo di violenze, fame, stupri, sfruttamento e solitudine

I Comboni Samaritans of Gulu, insieme a Good Samaritan, vogliono dedicare loro una particolare attenzione. Stiamo quindi definendo insieme una strategia di supporto educativo che possa coprire almeno in parte i mesi persi a causa del lockdown.

Anche la Cooperativa Wawoto Kacel (“camminiamo insieme”) ha ripreso lentamente le attività produttive, nel rispetto delle norme di sicurezza: le donne possono rientrare nelle loro sezioni, a lungo rimaste vuote, e lavorare. Il lavoro per loro è dignità, sicurezza economica e futuro, per loro e per i loro figli. La riapertura della Cooperativa dona alle donne, e a noi, forza e speranza: è il momento di rimettersi a camminare, tutti insieme, per costruire, ancora una volta e con ancora più impegno, il futuro dei bambini e delle donne vulnerabili di Gulu che, da anni, contano sul nostro sostegno e che noi non vogliamo deludere!

Cammina insieme a noi, continua a sostenerci.

Giuliana Tadiello, Presidente