Mercoledì 4 novembre 2020

Siamo in un momento di confusione e destabilizzazione, una sola cosa è chiara: la solidarietà ci ha aiutato a superare i primi mesi del 2020 e ci aiuterà a “camminare insieme” nell’incertezza di questo autunno.
Ci siamo resi tutti conto di quanto la pandemia abbia cambiato la maggior parte degli aspetti della nostra vita quotidiana. A Gulu, dove il coronavirus è arrivato in ritardo rispetto all’Italia ed è stato meno violento dal punto di vista pandemico, la vita è stata comunque destabilizzata da un prolungato lockdown e l’impossibilità di tenere aperti i piccoli business che sono il cuore pulsante dell’attività commerciale e della sopravvivenza di tante famiglie.

Le donne della Cooperativa Wawoto Kacel, per la maggior parte malate e disabili, erano, e sono tutt’ora, una categoria a rischio; per questo la decisione di chiudere la produzione con l’avvento della pandemia. Aderire alle pratiche di sicurezza e salute e preservare le donne da eventuali contagi è stato l’obiettivo primario, anche se molto sofferto.

La direzione non ha tuttavia mai smesso di occuparsi delle donne, garantendo loro assistenza sanitaria e fornendo cibo e beni primari; grazie al sostengo di Good Samaritan si è riusciti a garantire un contributo di 50.000 scellini (circa 13 euro) al mese a tutti i soci. Un’attenzione particolare, attraverso visite mirate, è stata fornita ai membri con malattie croniche.
I cambiamenti si sono verificati anche sul versante produttivo: sono calati gli ordini ma, grazie all’attività social e marketing, la cooperativa è riuscita ad acquisire nuovi clienti e partner.
Le criticità rimangono molte, sia dal punto di vista della mission originaria del progetto (sostenere e accompagnare le donne vulnerabili), sia dal punto di vista pratico (la vendita dei prodotti con lo scopo di generare profitti).
La condizione di vita delle donne ha subìto un drastico peggioramento, dovuto al minor lavoro, che rimane la fonte principale di reddito per soddisfare le esigenze famigliari; molte famiglie non sono state in grado di acquistare il cibo necessario a nutrire correttamente tutti i membri. Molte delle donne vedono la cooperativa come un luogo di terapia dove convivono esperienze, abilità, storie e il lockdown ha creato un blocco di contatto tra le donne. Infine, l’isolamento sociale ha colpito duramente le donne, poiché costrette a casa, speso in condizioni di povertà.

Una speranza c’è: da ottobre la cooperativa ha riaperto e le donne sono potute tornare al lavoro! Tutti i membri hanno fatto ritorno alle loro postazioni produttive e sono felici di condividere nuovamente le giornate in un ambiente costruttivo e salutare. Sono state riaperte le vendite in loco (in Italia non si sono mai fermate, grazie anche alle piattaforme on-line) e gli ordini e le commissioni cominciano ad arrivare.
In Italia non ci fermiamo: nonostante il nostro show room non possa aprire, vogliamo darti la possibilità di essere fonte di cambiamento per le donne, per migliorare la loro vita e per donare speranza.

A breve, brevissimo, sarà possibile scegliere i prodotti on-line, tramite un sito e-commerce totalmente nuovo e pratico. Ci sarà la possibilità di donare on-line e ricevere a casa gli articoli.

Non vediamo l’ora di presentartelo… A proposito: rimani connesso, seguici su Facebook e su Instagram per sapere quando presenteremo il sito e come si potrà sostenere il progetto. Abbiamo davvero bisogno del tuo contributo per far “camminare insieme” (“Wawoto Kacel”) le donne della cooperativa verso un futuro migliore.

Giuliana Tadiello, Presidente


Mercoledì 21 ottobre 2020

Mentre si sfiorano i 100 decessi, l’Uganda ha allentato le misure di sicurezza, rischiando così che le persone malate, ma asintomatiche, circolino liberamente. Il tampone viene effettuato solo alla presenza di sintomi chiari ma, se non si hanno sintomi, costa 230,000 scellini ugandesi (circa 58 euro): una cifra proibitiva per la maggior parte della popolazione. Anche al St.Mary Hospital Lacor, dove Suor Dorina Tadiello ha lavorato per tanti anni, sono morte sette persone a causa del covid-19.

Good Samaritan in questi mesi ha lavorato a fianco dei Comboni Samaritans of Gulu, garantendo i fondi per l’approvvigionamento di beni primari da distribuire alle famiglie particolarmente fragili.

In questo momento gli operatori locali sono impegnati nell’ultima fase di distribuzione del cibo ai nuclei indigenti e seguono da vicino i ragazzi che sono rientrati a scuola. Il monitoraggio in questa fase diventa fondamentale per assicurare un ritorno a scuola in sicurezza, per verificare le difficoltà incontrate dai beneficiari e valutare delle strategie da mettere in atto.

Infatti, grazie all’autorizzazione del governo, il 15 ottobre le scuole che hanno ottenuto l’idoneità hanno riaperto per i ragazzi che frequentano l’ultimo anno del ciclo di studi e che devono effettuare gli esami (elementari, medie e ultimo anno delle scuole professionali). 

Le difficoltà tuttavia rimangono tante: si é registrato un incremento delle tasse scolastiche e le famiglie soffrono ancora le conseguenze di mesi di lockdown. Sono, purtroppo, ancora tanti i ragazzi costretti a restare a casa e a non frequentare le lezioni. Sappiamo che la scuola è luogo sicuro per i ragazzi, un posto dove poter studiare, costruirsi un futuro, giocare, mangiare, essere monitorati. “Stare a casa” spesso è sinonimo di violenze, fame, stupri, sfruttamento e solitudine

I Comboni Samaritans of Gulu, insieme a Good Samaritan, vogliono dedicare loro una particolare attenzione. Stiamo quindi definendo insieme una strategia di supporto educativo che possa coprire almeno in parte i mesi persi a causa del lockdown.

Anche la Cooperativa Wawoto Kacel (“camminiamo insieme”) ha ripreso lentamente le attività produttive, nel rispetto delle norme di sicurezza: le donne possono rientrare nelle loro sezioni, a lungo rimaste vuote, e lavorare. Il lavoro per loro è dignità, sicurezza economica e futuro, per loro e per i loro figli. La riapertura della Cooperativa dona alle donne, e a noi, forza e speranza: è il momento di rimettersi a camminare, tutti insieme, per costruire, ancora una volta e con ancora più impegno, il futuro dei bambini e delle donne vulnerabili di Gulu che, da anni, contano sul nostro sostegno e che noi non vogliamo deludere!

Cammina insieme a noi, continua a sostenerci.

Giuliana Tadiello, Presidente