UN INCONTRO SPECIALE
Chiara racconta un episodio capitato durante la visita all’orfanotrofio St.Jude di Gulu nel quale i ragazzi del campo si recano per giocare con i bambini orfani.

IMG_0356C’è stato un attimo in cui non avevo idea di cosa dover fare. Non esprimeva nessuna emozione. Sorrideva leggera se le solleticavo la pancia, mi teneva la mano se gliela stringevo. Niente più. I bambini sanno essere più difficili di una partita a scacchi giocata nudi su di un vulcano.

Piange. Ora piange. Che si fa quando piangono? La prendo in braccio e si rasserena. Ha le guance dolci, gli occhi stanchi. La sento diventar sempre più morbida sul mio corpo. Quanto possono essere comode le braccia di una “muzungu”, di una donna bianca? Passeggio tenendo quell’esserino chiuso in un vestitino rosa. Si addormenta delicata. I minuti passano, il sole cala. Devo lasciarla andare e lei deve poter lasciare me. La poso in altre braccia bianche. Piange, forte. Fortissimo. Un pianto da vetri rotti, da pace interrotta.

Africa è questo: corpi a contatto, anime miscelate. È pigmenti di colore all’ennesima potenza e terra rossa, indistintamente rossa. Africa è il sudore sulla pelle, la pioggia sui vestiti. Sapori forti e odori naturali. La visione ciclica del tempo, la stabilità del presente, l'”apwoyo” (saluto) di mattino, pomeriggio e sera, oggi e domani, sempre.

Africa è l’umanità bambina che, nel suo vestito rosa, si assopisce nelle braccia di una donna bianca, la stringe come guanciale caldo. Africa è l’umanità bambina che, in un pianto folle, saluta con la mano.

CHIARA COLLETTI SI RACCONTA ATTRAVERSO LE SUE FOTOGRAFIE
Le fotografie raccontano chi siamo, ma soprattutto la nostra visione del mondo e delle esperienze che viviamo. Ecco perché è importante, per noi di Good Samaritan, che le testimonianze non siano raccontate solo sotto forma di parole, ma anche di immagini: per rivivere con gli occhi della persona che racconta i luoghi dove è stato, le persone che ha incontrato, le esperienze che ha vissuto e le emozioni che ha provato!