IL PROGETTO PALM GARDEN VISTO DALL’INTERNO
Chiara Carmagnoli è partita per seguire il progetto Palm Garden nel novembre del 2016. Lavora tutti i giorni a stretto contatto con il personale locale, pianificando i lavori di ristrutturazione e di gestione del ristorante e della guest-house.

WhatsApp Image 2017-04-06 at 15.05.32Da novembre scorso ho iniziato a gestire il progetto Palm Garden: ristorante e guest-house, all’interno della missione dei Comboni Samaritans of Gulu. Dopo un anno di Servizio Civile svolto a Kampala, mi ritrovo di nuovo in Uganda e, per la prima volta nella mia vita, a ricoprire un ruolo manageriale e di coordinamento. In tutta onestà, non è per niente facile e sto capendo quanto complessa e impegnativa sia la figura del project manager. Nonostante ciò, e concedendomi gli errori di una principiante, nei rari e preziosi momenti di riflessione che mi capitano, mi rendo davvero conto di quanto io sia fortunata a fare il lavoro che faccio: un lavoro del tutto sopra le righe, che non mi fa mai annoiare.

Tutto è partito lo scorso anno: una visita ai progetti di Good Samaritan a Gulu, la necessità di migliorare le performances del Palm Garden come fonte di supporto ai progetti dei Comboni Samaritans e il mio interesse a lavorare ad un progetto di questo tipo, avendo già avuto a che fare con il campo della ristorazione in precedenti esperienze lavorative. Il tempo sta volando via per la quantità di attività da pianificare e, dopo quattro mesi, non mi sembra ancora reale essere davvero sul campo a cercare di lasciare una mia impronta, che possa durare nel tempo e garantire un impiego alle persone coinvolte e che potrà condurre i Comboni Samaritans verso la via dell’auto-sostenibilità.

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La parte più difficile, ma anche la più soddisfacente, è sicuramente la gestione delle risorse umane. La conclusione dei lavori edili di rinnovamento sarà sicuramente di grande impatto visivo per chi già conosce lo spazio, ma il mio obiettivo principale è di riuscire a costruire un team di lavoro coeso ed efficiente. Questa è la chiave per rendere il Palm Garden un luogo funzionante, viste le sue ampie potenzialità.

La mia più grande soddisfazione è quella di trasmettere alle persone con cui collaboro la passione e la gratificazione che si può trarre dal proprio lavoro. È una sfida per me estremamente arricchente e mi consente di entrare sempre di più in contatto con questa cultura ricca e variegata.

 

CHIARA RACCONTA IL PROGETTO ATTRAVERSO LE SUE FOTOGRAFIE
Le fotografie raccontano chi siamo, ma soprattutto la nostra visione del mondo e delle esperienze che viviamo. Ecco perché è importante, per noi di Good Samaritan, che le testimonianze non siano raccontate solo sotto forma di parole, ma anche di immagini: per rivivere con gli occhi della persona che racconta i luoghi dove è stato, le persone che ha incontrato, le esperienze che ha vissuto e le emozioni che ha provato!