“APWOYO MATEK!”
Flavia è stata a Gulu nell’estate del 2015 condividendo con le persone del posto tante esperienze e tante emozioni. È rimasta molto colpita dalla capacità di ringraziare per quel poco che hanno, un aspetto della vita africana che ha portato a casa e che non dimenticherà mai.

KafyMVSz5BqhKbE0LewNh6h9v8ZqqABqCyUZ5rYXLTOTKKWXvbPvQyqb3grpfyd_80YDIA=w2454-h1282“Apwoyo Matek”! Con questa parola, che significa “grazie mille” in lingua acholi, potrei riassumere tutto quello che ho vissuto in tre settimane in Uganda. Durante il mese di agosto sono stata a Gulu, con gli altri sei ragazzi, dove ho visitato i vari progetti che l’associazione propone per aiutare le persone meno fortunate. Il bello è stato proprio questo: non sono stata in Africa per costruire case o insegnare qualcosa, ci sono stata per incontrare una cultura, e una realtà, diversa dalla mia. L’entrare in contatto diretto con le persone che andavo a trovare, mi ha permesso di condividere uno stralcio della loro quotidianità, una quotidianità povera e semplice. È così che sono rimasta affascinata dalla loro capacità di ringraziare per quel poco che hanno.

L’aspetto più difficile da affrontare durante queste esperienze è quello di evitare di giudicare secondo la propria concezione occidentale. Questo significa tenere sempre in considerazione il contesto sociale in cui la popolazione locale vive. Prima di criticare è sempre necessario conoscere la storia che una persona o una realtà ha alle spalle e fermarsi e capire il motivo per cui è così.

Quando si parla di Africa, non si può non parlare dei bambini! Sbucano da tutte le parte e ti circondano per cercare un po’ di affetto e di gioco: far divertire i bambini africani è sempre una soddisfazione perché partecipano con grande entusiasmo a qualsiasi attività si proponga loro!

Naturalmente, in questa esperienza non sono mancati il safari, i bellissimi tramonti e le bellissime albe o i magnifici cieli stellati, ma ciò che porto più nel cuore sono le persone incontrate con i loro sguardi, i loro sorrisi e le loro parole. Tutti sempre pronti ad accogliere e ringraziare perché, finchè qualcuno si ricorda di loro, significa che Dio continua a voler loro bene.