IL MAL D’AFRICA ESISTE
Francesca è stata a Gulu nell’estate del 2015 e ha portato a casa un dolcissimo ricordo di un’esperienza meravigliosa, vissuta con i compagni del campo solidale. Ai piedi di questa pagina potrai vedere le loro emozionanti interviste.

Credo che il mio viaggio verso l’Uganda sia iniziato sfogliando il calendario di Good Samaritan, a cui sono seguiti qualche telefonata, una serie di vaccini, una difficile valigia da preparare, fino a un lungo e interminabile viaggio in aereo -come quelli di una volta-, in ottima compagnia, di quelli che permettono di capire davvero dove stai andando e ti danno il tempo di entrare piano piano in una nuova realtà.

IMG_2981Dal confuso traffico di Kampala, dai suoni dei clacson, dallo sfrecciare dei boda boda (tipiche motorette ugandesi usate come taxi) e dalle urla della gente più o meno indaffarata che invade le vie e i negozietti posti ovunque ai lati delle strade, si passa alla più tranquilla campagna, fino agli spazi aperti che conducono a Gulu. I colori cambiano: ecco finalmente il rosso mattone della terra che accompagna ovunque il viaggiatore, il verde del bush, il giallo dei fiori d’acacia, l’impetuoso Nilo dalle diverse sfumature e poi il cielo, il più bello mai visto: di giorno azzurro intenso con le sue nuvole bianche bianche, la notte con le sue nitide costellazioni dorate. I villaggi di capanne con il fuoco sempre acceso, abitati da numerose famiglie, i bambini che salutano festosi tornando da scuola e i venditori di banane, ananas, manghi, arachidi, chapati, pannocchie, e anche di malconce galline, ci conducono fino a Gulu.

Accolti e invitati fin da subito a entrare in punta di piedi nella nuova casa, abbiamo vissuto l’esperienza della condivisione nella quotidianità, alquanto strana e buffa a volte, e nelle diverse realtà, dure e forti da osservare e, col tempo, da capire e accettare. Le donne che portano sulla schiena in un piccolo fagottino il loro bimbo e sul capo una tanica d’acqua, con eleganza percorrono lunghe strade ricche di buche e ricoperte di terra e fango; i bambini fortunati, in divise stropicciate, corrono a scuola sorridendo e pieni di gioia; altri, cresciuti troppo in fretta svolgono faccende domestiche, raccolgono legnetti per il focolare, aiutano nel lavoro dei campi, cucinano, tengono pulita l’aia intorno alla capanna e accudiscono i fratelli più piccoli.

Fortunato è chi ha l’occasione di conoscere qualche “anziano”: i saggi, che portano sulle spalle la Storia della loro grande famiglia, sono in grado di insegnare il significato ed il valore di essere “esseri umani”. Da lontano, insieme a nuvoloni scuri e a un forte profumo di umidità, provengono antichi canti, dolci e mesti: a questo suono, nonostante le innumerevoli contraddizioni di questa antica Terra, l’animo si riempie di serenità e pace.

Ecco: questa è stata la più bella esperienza umana che potessi fare, a Gulu, la mia fettina d’Africa tanto amataE “il mal d’Africa” esiste: una profonda nostalgia accompagnata da malinconia che fa inumidire gli occhi quando, con gioia ed entusiasmo, si racconta questa strana avventura. Dopo pochi giorni trascorsi in Italia di ritorno dall’Uganda, io e i miei meravigliosi compagni di viaggio ne eravamo già affetti… pronti a ripartire?

FRANCESCA SI RACCONTA ATTRAVERSO LE SUE FOTOGRAFIE
Le fotografie raccontano chi siamo, ma soprattutto la nostra visione del mondo e delle esperienze che viviamo. Ecco perché è importante, per noi di Good Samaritan, che le testimonianze non siano raccontate solo sotto forma di parole, ma anche di immagini: per rivivere con gli occhi della persona che racconta i luoghi dove è stato, le persone che ha incontrato, le esperienze che ha vissuto e le emozioni che ha provato!