SORRISI CHE RUBANO IL CUORE
Ivana collabora con Good Samaritan da tantissimi anni, lavora con professionalità e passione, la passione che è nata nel 2005 durante il suo viaggio a Gulu.

Nel 2005 sono stata in Uganda, a Gulu c’era ancora la guerra. Ho visitato i campi profughi, sono stata nei centri di riabilitazione per i bambini soldato e ho visitato diverse scuole. Ho visto tanta sofferenza, ho toccato con mano le brutalità della guerra, ho respirato per le strade di Gulu l’insicurezza, ma ciò che mi ha colpito di più e mi è rimasto nel cuore è stato il coraggio, la fede e l’amore per la vita dei tanti bambini, uomini e donne che ho conosciuto.

Schermata 2017-01-21 alle 16.31.14I bambini delle diverse scuole che ho incontrato mi hanno regalato speranza, mi hanno insegnato che bisogna saper guardare oltre, anche nei momenti più difficili e hanno condiviso i loro sogni: ognuno di loro vuole continuare a studiare e laurearsi per poter migliorare il proprio Paese. Nel mio viaggio ho conosciuto l’organizzazione dei Comboni Samaritans of Gulu e i loro diversi progetti, sostenuti da Good Samaritan. L’organizzazione dei Comboni è una bella realtà, interamente ugandese, che lavora ogni giorno per aiutare la propria gente. Ho conosciuto anche le donne che lavorano nella cooperativa Wawoto Kacel e sono stata colpita dalla loro semplicità e perseveranza. Nel 2005 non avevano ancora una sede e lavoravano per terra sotto il portico della missione delle suore comboniane.

Al mio ritorno in Italia ho incontrato e conosciuto Giuliana e i membri di Good Samaritan e ho deciso di collaborare con loro, per non dimenticare e per poter ancora dare una mano dall’Italia a quella terra ugandese che ha preso una parte del mio cuore. La guerra in Nord Uganda è finita da qualche anno e ora c’è ancora molto da fare. Good Samartita lavora affinché si possano realizzare progetti in loco, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e all’autosostenibilità delle persone assistite. Ogni persona ha diritto di vivere una vita dignitosa, soprattutto chi ha subito una guerra ingiusta, che ha colpito in maniera spietata soprattutto i bambini, bambini che ora sono giovani adulti che hanno voglia di ritornare a vivere.