LA STORIA DI ANGEE DOROTHY

Mi chiamo Angee Dorothy, ho 59 anni e ho iniziato a lavorare presso la Cooperativa sin dalla sua costituzione.
Sono nata e cresciuta nell’Uganda del nord, in un piccolo villaggio. Mi sono dovuta trasferire in città quando è arrivata la guerra: avevo trent’anni e già il fisico minato dall’HIV e da grossi problemi a un ginocchio. La guerriglia che ci ha devastati è durata venti interminabili anni, dal 1986. Sono dovuta scappare in città perché la mia sopravvivenza, già così dura per i miei problemi di salute, non era più possibile restando a casa mia. I soldati della LRA uscivano dal bush per depredare i villaggi di noi Acholi: rapimenti, violenze, abusi, mutilazioni; sfuggire a tutto questo era possibile solo spostandosi in città. Le donne e i bambini hanno subito violenze e traumi più di tutti. Non potevo restare.

Con poche energie, dovendo fare i conti con i miei problemi di HIV e la fatica di muovermi e spostarmi per i dolori alle ginocchia, non vedevo molte prospettive per il mio futuro. Anzi, ero molto limitata dalle mie difficoltà e vedevo solo la possibilità di stare ancora peggio. Non avrei mai pensato che, invece, avrei avuto l’opportunità di cambiare in meglio.

Quando ho sentito che la Cooperativa aiutava persone affette da HIV sono venuta in cerca di un lavoro. Sono stata tra le prime a far parte di questo progetto: io c’ero quando è stato dato il nome alla cooperativa “Wawoto Kacel” (che in lingua acholi significa “Camminiamo Insieme”).
Da quando sono entrata a far parte della Cooperativa ho lavorato in diversi settori: prima in quello dei ricami, poi nelle perline di carta e ora lavoro nel “tie and dye”, che significa “annoda e colora”, infatti tingo a mano le stoffe grezze. Ci stiamo impegnando sempre di più per realizzare prodotti di qualità e per migliorare e arricchire la nostra collezione.

Lavorare in Cooperativa ha tanti lati positivi: ora ho un po’ di soldi per comprare il cibo e le cose basiche e mando a scuola mio figlio, perché posso pagargli le spese scolastiche. La Cooperativa inoltre mi ha fornito una bicicletta, un dono davvero prezioso per me: ha cambiato tantissimo la mia vita quotidiana e finalmente posso muovermi senza fare fatica e senza gravare sulle ginocchia.

Per me il nome “Wawoto Kacel” significa camminare insieme con Gesù: andiamo tutti di pari passo, condividiamo i problemi della vita e le nostre storie di soprusi, malattie, violenze e fughe. Vediamo però con serenità il nostro futuro: la cooperativa ci garantisce un lavoro, le cure mediche e un pasto caldo al giorno ed è molto attenta ai nostri bisogni. Qui vengono valorizzate le nostre capacità e le nostre fragilità non sono considerate un ostacolo. Si cammina insieme, passo dopo passo o, come me, in bici.