VIAGGIARE PER INCONTRARE L’ALTRO
Anche nell’estate del 2016 è partito per Gulu il gruppo dei ragazzi del campo solidale: per loro è stata un’esperienza meravigliosa, ricca d’incontri e di avventure entusiasmanti! Ce ne parla Luca Mattiazzi, guida del campo. Ai piedi di questa pagina troverai un meraviglioso video con le testimonianze di tutti i ragazzi del campo solidale 2016!

Non è facile raccontare cosa mi abbia lasciato l’esperienza come guida del campo solidale di quest’estate a Gulu. Non perché debba scavare a fondo prima di trovar cosa scrive, al contrario. Quel che mi ha regalato ciò che ho vissuto in Africa è chiaro come il sole, forse è addirittura troppo splendente. Ogni volta che ci ripenso un fiume di emozioni mi attraversa, molti volti familiari tornano a visitarmi seguiti da suoni, odori, colori… vita. All’inizio resto abbagliato da queste forti sensazioni, ho bisogno di tempo prima che i miei occhi si abituino, ma con pazienza e calma qualcosa emerge.

Per primo sento un grande calore, tanti sorrisi che mi accolgono, tanto Amore che sgorga libero. Sì, sicuramente questa è la prima emozione che mi ha trasmesso l’Africa. Ho avuto la benedizione di capitare in una terra abitata da un popolo magnifico, gli Acholi, composto da fieri guerrieri, la cui cosa più sacra assieme alla famiglia è l’ospite. Ogni volta, l’affetto che trasmettono quando arrivo è impressionante.

pag.6_foto articolo Luca:2Mi è rimasto particolarmente impresso il caldo abbraccio di Masimo Opyo, Direttore dei Comboni Samaritans of Gulu, che mi ha accolto al mio arrivo a Gulu. Ascoltare la sua storia per me è stato un grandissimo dono: ha passato la sua infanzia iniziando e interrompendo gli studi più volte, non tanto per sua volontà. La frequenza scolastica, infatti, era impossibile da sostenere in un clima di guerriglia com’era quello del distretto di Gulu ai tempi di Joseph Kony: per lui far lezione con il rumore di spari in sottofondo o dover lavorare fin da giovanissimo per pagarsi gli studi è stato del tutto normale. Anno dopo anno ha continuato il suo percorso scolastico, aiutato dai Comboni Samaritans, con i quali ha sempre collaborato, e da una famiglia italiana che l’ha sostenuto negli studi, tramite Good Samaritan. Così, con impegno e fatica, è arrivato a laurearsi: un traguardo importante in un paese come Uganda, dove le rette universitarie sono molto care e in pochi possono permettersele. È sicuramente cresciuto in una realtà difficile ma, grazie al supporto e al sostegno ricevuti, ha portato a termine gli studi con grandi risultati. Visto l’aiuto ricevuto dai Comboni Samaritans of Gulu, ha sentito il dovere e la responsabilità di mettersi al servizio dell’organizzazione, arrivando ben presto alla carica di Direttore. Come lui ci sono tantissimi bambini sostenuti da Good Samaritan, ma ce ne sono molti altri che sono completamente soli, anche loro darebbero qualunque cosa per studiare.

Andare a Gulu è come entrare in un altro mondo, in cui tutto ciò che per te ha un determinato valore, ne assume uno completamente diverso. Dovete sapere che a Gulu non c’è il supermercato che tutti ci aspetteremmo; tanto per cominciare, l’ordine e la tranquillità dimenticatele: bambini che corrono allegri fra una bancarella e l’altra, conditi da diversi odori a seconda di quale reparto si stia visitando. Musica e sorrisi un po’ ovunque. Appena si entra nel mercato generale di Gulu (il più occidentale che ci sia in zona: ha addirittura un soffitto!) ci si ritrova sommersi da ogni tipo di semi e legumi, per non parlare dei barattoli pieni di burro d’arachidi e la frutta, decisamente più saporita di quella che si assaggia da noi.

Ricordo ancora con chiarezza un pomeriggio assolato in cui stavo passeggiando con i ragazzi del campo solidale fra le bancarelle di un mercato all’aperto. D’improvviso una donna da dietro un bancone alza la voce, schiamazzando in acholi, il dialetto locale. È dietro di me, ma io non ci bado. A un certo punto mi sento tirare per il braccio, mi volto. I ragazzi mi fanno notare che sta parlando con noi e vuole qualcosa. Indicando, ci fa capire che vuole le nostre bottiglie d’acqua vuote. Sembra tenerci, quindi gliele cediamo senza domandare il motivo della richiesta. Che valore possono mai avere delle bottiglie vuote per noi? Eppure per lei, ciò che noi consideravamo spazzatura, sembrava la cosa più utile al mondo.

È un pensiero ricorrente, quando rifletto sulla mia esperienza: anche quando immagino Masimo che, pur di studiare, inizia a lavorare da giovanissimo mentre qui i bambini sono nauseati dalla scuola. Penso alla tenerezza e al calore con cui sono stato accolto appena arrivato a Gulu, quando a volte sono scocciato se qualcuno mi ferma per strada e ha voglia di chiacchierare, mentre sono di fretta. Penso, e resto ogni volta sempre più stupito, di come loro, che vivono in condizioni difficili – che noi consideriamo “arretrate” – sappiano meglio di noi quali siano le cose veramente importanti, sappiano meglio di noi quale immenso dono sia l’altro.

GUARDA IL VIDEO!

LUCA SI RACCONTA ATTRAVERSO LE SUE FOTOGRAFIE
Le fotografie raccontano chi siamo, ma soprattutto la nostra visione del mondo e delle esperienze che viviamo. Ecco perché è importante, per noi di Good Samaritan, che le testimonianze non siano raccontate solo sotto forma di parole, ma anche di immagini: per rivivere con gli occhi della persona che racconta i luoghi dove è stato, le persone che ha incontrato, le esperienze che ha vissuto e le emozioni che ha provato!