Il CONTESTO

Il distretto di Gulu,  dall’indipendenza ugandese in poi, è stato caratterizzato da una notevole instabilità politica, culminata nel terribile conflitto tra le milizie del LRA (Lord Resistance Army) e l’esercito ugandese. L’esercito di Joseph Kony era costituito prevalentemente da bambini rapiti.

Il conflitto ha obbligato l’80% della popolazione ad abbandonare le proprie case e a vivere nei campi protetti (gli Internal Displaced Camps): si parla più di 1.600.000 di persone costrette a vivere come profughi nella loro stessa terra, in condizioni di estremo disagio.

La guerra in Nord Uganda ha lasciato strascichi pesantissimi anche sulle attività economiche e lavorative. Gli anni di vita nei campi infatti hanno portato ad una perdita dei saperi e delle competenze agricole per almeno due generazioni, oltre a molte problematiche legate alla proprietà e all’usufrutto della terra.

L’agricoltura rappresenta una fonte di sostentamento fondamentale per una larga percentuale della popolazione del Nord Uganda. Le problematiche sopracitate però rendono estremamente difficile l’accesso all’attività agricola.
A queste condizioni si aggiungono variazioni meteorologiche e la scarsità delle piogge stagionali che perdurano in Uganda dal 2007 e che  secondo la Fao «riducono la capacità delle famiglie di ricostituire le scorte alimentari e di garantirsi la sicurezza alimentare dopo anni di migrazioni dovute alle guerre civili”.

 

Il PROGETTO ST. ANTHONY FARM

A partire dal 2015 Good Samaritan e Comboni Samaritans of Gulu hanno avviato un progetto per valorizzare un appezzamento di terra di circa 45 acri nell’area di Koch-Ongako (distretto di Gulu) attraverso la realizzazione di una fattoria da dedicare alle colture e all’ allevamento.

Il progetto della St. Anthony Farm mira a rafforzare l’accesso alle conoscenze agro-alimentari delle persone e delle comunità limitrofe alla fattoria e dell’area di azione di Comboni Samaritans of Gulu, cercando di porre rimedio alla perdita delle conoscenze tecniche in campo agrario che ha duramente impattato sulla popolazione locale, in seguito ai quasi venti anni di guerra civile e internamento nei campi profughi.

Attualmente è già attiva la collaborazione con scuole professionali e tecniche e con l’università di Gulu (Facoltà di Agraria), per offrire tirocini formativi. La St.Anthony Farm offre anche la possibilità di svolgere periodi di volontariato. Seppur recente ed in fase di piena espansione, il progetto ad oggi ha già visto la costruzione di una stalla per le mucche e di una stalla per i vitelli, di un magazzino e di una struttura di riparo per i macchinari, di spazi destinati all’alloggio di eventuali tirocinanti e volontari, e di spazi dedicati alle attività amministrative.
Queste edificazioni, unite agli investimenti per l’acquisto di materiali e strumenti agricoli, hanno permesso alla Farm di avviare le prime attività di semina e di allevamento bovino.

È stato inoltre implementato un sistema di acquacoltura, per l’allevamento di pesce gatto e tilapia.

 

Al momento, il principale pilastro per la sostenibilità della Farm può essere rappresentato dal potenziamento dell’allevamento bovino e dallo sfruttamento in più ampia scala della produzione di latte vaccino.
L’obiettivo è quello di rendere più efficiente tale attività, implementando e migliorando il processo produttivo del latte.

Sul lungo termine, l’obiettivo per la St. Anthony Farm è quello di diventare una realtà generatrice di sviluppo, ponendosi come centro formativo della zona, un luogo dove diffondere il know-how utile per la produzione di prodotti agro-alimentari, che possano poi essere destinati ai beneficiari degli altri progetti della Comboni Samaritans of Gulu, per garantire la qualità dei beni alimentari e per ridurre le spese sostenute per l’acquisto del cibo.

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PARTENARIATI

 

Grazie al progetto “Rafforzamento della struttura organizzativa e produttiva della St Anthony Farm, in un’ottica di sostenibilità” avviato nell’anno 2019 è attualmente in corso un rafforzamento della struttura organizzativa di Comboni Samaritans of Gulu e della produzione di latte all’interno della Fattoria.

 

 

 

 

 

Grazie al progetto “L’accesso a fonti sicure di alimentazione” approvato dalla provincia di Bolzano nel 2016 e supportato nuovamente nel 2017, è stato attuato un rafforzamento per la St. Anthony Farm di Gulu. Il progetto ha come obiettivo quello di rafforzare la produzione alimentare della fattoria tramite un’attività di acquacoltura sostenibile, per rafforzare la sicurezza della comunità in loco, e di migliorare le competenze tecniche del personale della fattoria stessa, con lo scopo di diventare presto un punto di riferimento per l’auto sostenibilità locale.

  

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Grazie al progetto “Supporto ai minori e ad altri soggetti in condizioni di vulnerabilità appartenenti alla comunità limitrofa alla St. Anthony Farm di Gulu (Uganda)” appoggiato nel 2016 dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, è stato possibile rafforzare l’impatto della St. Anthony Farm sulla comunità locale grazie alla creazione di alcuni orti didattici e all’avvio di alcuni corsi di formazione di agricoltura ed allevamento destinati a giovani vulnerabili del distretto di Gulu.