LA ST.ANTHONY FARM DI GULU

IL CONTESTO

In Uganda la terra e la sua coltivazione rappresentano un’importante fonte di sussistenza e di lavoro. Anche per coloro che non vivono direttamente grazie alla coltivazione di prodotti agricoli, il possesso di una terra simboleggia l’appartenenza ad un tessuto sociale.
L’accesso a fonti sicure di alimentazione in Uganda (e più in generale in Africa) è complesso e l’aumento della popolazione previsto nei prossimi decenni renderà la gestione delle risorse agricole ancora più delicata. Purtroppo negli ultimi anni l’Uganda ha visto il dilagare del fenomeno del “land grabbing“: l’accaparramento delle terre. Il governo ugandese e le autorità forestali locali stanno continuando a vendere e a concedere in affitto terre a multinazionali, spesso seguendo progetti che soppiantano le preesistenti colture votate alla sussistenza (fagioli, banano, mango avocado, cassava…) in favore di foreste di alberi per la produzione di legname.

Questi investimenti potrebbero giocare un ruolo chiave nello sviluppo locale, ma spesso finiscono per diventare una mera corsa all’accaparramento di terre e risorse, nonché un reale pericolo per l’economia di sussistenza delle popolazioni locali. Queste operazioni infatti portano coloro che si trovano su questi terreni ad esserne allontanati, spesso in modo improvviso e brutale e questo allontanamento spesso pregiudica anche l’accesso ad eventuali fonti vitali presenti sul territorio espropriato e porta anche alla perdita di qualunque sorta di “indennizzo” in termini di terreni. Un’altissima percentuale della popolazione rurale non riesce ad accampare diritti sulla propria terra, anche quando si tratta di appezzamenti abitati e coltivati da una stessa famiglia da generazioni, poiché pochi terreni rurali hanno un proprietario riconosciuto tramite un contratto. Inoltre, molti di questi coltivatori non sanno che potrebbero rivendicare dei diritti derivanti da un lungo usufrutto della terra. E anche per coloro che fanno appello alla giustizia non è facile far valere i propri diritti. In particolare in Nord Uganda, molti contadini di etnia acholi hanno perso i diritti sulla terra da loro coltivata a causa della deportazione nei campi di internamento durante i lunghi anni della guerra. A queste condizioni si aggiungono variazioni meteorologiche e la scarsità delle piogge stagionali che perdurano in Uganda dal 2007. Secondo la Fao «questa situazione riduce la capacità delle famiglie di ricostituire le scorte alimentari e di garantirsi la sicurezza alimentare dopo anni di migrazioni dovute alle guerre civili. Si stima che oltre un milione di persone soffrano di insicurezza alimentare».

 

Il PROGETTO

Il progetto della St. Anthony Farm di Gulu è nato in collaborazione con l’ONG Comboni Samaritans of Gulu e mira a contribuire alla sicurezza alimentare della popolazione locale. La fattoria St. Anthony attualmente si estende per 24 ettari di terreno, in mezzo alla savana che circonda Gulu. Attraverso l’avvio dell’attività agricola e della produzione zootecnica, si contribuisce alle esigenze alimentari dei beneficiari locali e si facilita la commercializzazione nel mercato locale dei prodotti derivati, favorendo una rinascita dell’economia locale.

La St. Anthony Farm punta ad una concreta sostenibilità nel tempo, partendo dalla formazione dei beneficiari per acquisire le competenze tecniche indispensabili al raggiungimento di un completa autonomia. Molti ragazzi della comunità locale hanno contribuito a rendere coltivabile il terreno della fattoria e molti altri sono stati formati proprio sui terreni della fattoria grazie alla creazione degli “orti didattici”: la rossa terra ugandese è molto fertile, ma anche difficile da lavorare.

Le colture della St. Anthony Farm sono variegate, così come le tipologie di alberi da frutta piantati (avocado, mango, banana, papaya). La fattoria ospita allevamenti di conigli, tacchini, maiali, oltre ad una stalla con 14 vacche da latte di razza frisona. Negli ultimi anni, grazie al contributo della Provincia Autonoma di Bolzano, è stato possibile creare ed implementare un impianto di acquacoltura per l’allevamento di pesci-gatto e tilapia destinati alla comunità locale e alla vendita sul mercato.

 

Puoi vedere altre immagini della St. Anthony Farm sfogliando la gallery del Progetto Agricolo!

OBIETTIVI A MEDIO E A LUNGO TERMINE
1) Raggiungere la sostenibilità alimentare per la fascia più povera della comunità locale;
2) creare un luogo di ricerca e di studio per gli studenti delle scuole tecniche agrarie e per gli universitari;
3) trarre dalla fattoria le risorse economiche necessarie per contribuire a sostenere i progetti dell’organizzazione dei Comboni Samaritans of Gulu;
4) piantare nuovi alberi per rinverdire la zona contro il disboscamento, che è causa di cambiamenti climatici;
5) organizzare dei laboratori di lavorazione di prodotti come derivati del latte (formaggi, yogurt…).

 

COME CI PUOI AIUTARE

    • Aiutaci ad acquistare nuove sementi per ampliare le coltivazioni.
    • Contribuisci all’acquisto di una nuova vacca, per aumentare la produzione di latte a supporto dell’alimentazione popolazione locale.

Donare è molto semplice: clicca qui per scoprire come donare per il progetto agricolo. Grazie!

 

PARTENARIATI

Grazie al progetto “L’accesso a fonti sicure di alimentazione” approvato dalla provincia di Bolzano nel 2016 e supportato nuovamente nel 2017, è stato attuato un rafforzamento per la St. Anthony Farm di Gulu. Il progetto ha come obiettivo quello di rafforzare la produzione alimentare della fattoria tramite un’attività di acquacoltura sostenibile, per rafforzare la sicurezza della comunità in loco, e di migliorare le competenze tecniche del personale della fattoria stessa, con lo scopo di diventare presto un punto di riferimento per l’auto sostenibilità locale.

  

fondazione_comunitaria_varesotto_logoGrazie al progetto “Supporto ai minori e ad altri soggetti in condizioni di vulnerabilità appartenenti alla comunità limitrofa alla St. Anthony Farm di Gulu (Uganda)” appoggiato nel 2016 dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, è stato possibile rafforzare l’impatto della St. Anthony Farm sulla comunità locale grazie alla creazione di alcuni orti didattici e all’avvio di alcuni corsi di formazione di agricoltura ed allevamento destinati a giovani vulnerabili del distretto di Gulu.