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Progetto
"MADRE TERRA'"
progetto arca di noè

Progetto Madre Terra

La segregazione nei “campi protetti” ha costretto molte persone a contare per lungo tempo esclusivamente sugli aiuti delle Agenzie Internazionali. Ora che gradualmente la popolazione sta tornando nei propri villaggi d’origine diventa urgente promuovere la stabilità e un sostegno a chi è più vulnerabile.

In particolare, questo progetto pone l’attenzione sui malti di AIDS col desiderio di sostenere la loro autonomia affiancando all’intervento sanitario, già esistente, la distribuzione di kit agricoli.

L’obiettivo è quello di rendere autonomi i malati nella produzione del cibo necessario alla loro sussistenza fornendo gli attrezzi agricoli di base e le sementi. La terapia Anti-retrovirale necessita infatti di essere accompagnata da una dieta alimentare adeguata.

Grazie al trattamento stesso molti recuperano forze sufficienti per tornare ad essere parte attiva all’interno delle famiglie e uno dei desideri principali è quello di poter riprendere a coltivare.

Gli Acholi sono un popolo di agricoltori e le tecniche di coltivazione sono per lo più tradizionali: il lungo periodo di instabilità e di guerra ha cancellato l’uso dell’aratro e i pochi trattori presenti non sono molto funzionali e sostenibili a causa dei costi e della difficoltà nel reperire pezzi di ricambio.

Si è reso necessario, quindi,  pensare a soluzioni che tengano conto della difficile realtà e che siano, nel contempo, realizzabili.

L'assegnazione di kit agricoli, che comprendono: zappe, rastrelli, falci, canne dell’acqua e sementi, si sta rivelando una scelta ottimale e sostenibile per la popolazione.

Ridare l'uso della terra significa non solo migliorare la loro condizione di vita, ma nello stesso tempo è il segno che un futuro nuovo sta davanti a questo popolo, perchè ritrovare la propria terra significa ritrovare le proprie radici e la propria cultura.

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