“SUSAN YOU DANCE LIKE AN ACHOLI”*

Un sabato normale, come tanti altri: gli uffici e la cooperativa sono chiusi, quindi il compound è deserto. La sera è previsto un concerto qui al Palm Garden, la guest house dove alloggio. Per l’occasione hanno cucinato spiedini di maiale e patatine: una delizia. C’è anche la pizza, la più buona di Gulu.

Alcuni volti noti vengono a salutarmi: sono persone che lavorano qui dai Comboni, alcune in cooperativa, altre negli uffici. Sul palco si esibisce un gruppo di cinque elementi: tastiera, batteria, basso, chitarra e voce. Cominciano con musica di sottofondo, mentre il Palm Garden si riempie di persone locali: qualcuno ordina una soda, qualcuno una birra, altri iniziamo ad assecondare la musica e a ciondolare per il giardino. Quando il gruppo inizia a suonare musica acholi ecco che il giardino prende vita; molti si animano, come gli animali notturni del bosco appena cala la notte.

Con alcune amiche ci facciamo coraggio e cominciamo a ballare vicino alla band. Ma ci vuole poco perché gran parte dei ragazzi e delle ragazze ci raggiungano per cominciare una danza collettiva. In breve tempo ci ritroviamo scalze, sudate, ma felicissime. Tutti si fanno intorno, si muovono a ritmo di musica (e come si muovono bene!), ballano lasciandosi trasportare e io mi sciolgo: adoro danzare e danzare così fa bene al cuore.

Appoggiato alla ringhiera vedo Obote, un ragazzo disabile che lavora in cooperativa. Ricordo quando il primo anno che venni in Uganda facemmo un falò e ballammo per ore e ore attorno al fuoco. Non c’era ancora niente, solo un grande prato, due casse audio giganti, alcuni bambini e un fuoco altissimo. E c’era Obote, a cui piace tantissimo ballare, nonostante il suo problema a entrambi i piedi. Da lontano con la mano gli faccio cenno di venire a ballare con noi ma esita, si sente in imbarazzo. Due bambini, che hanno capito quanto io ci tenga a coinvolgerlo, vanno a prenderlo per le braccia e lo portano a ballare. Ora sì che la serata è meravigliosa, proprio come quella di quattro anni fa attorno al fuoco, tutti insieme, a ballare, fino a non avere più forze.

*”Susanna balli come un acholi”