Sei tu, vero, Joel? L’ho riconosciuto subito, dalle foto che ogni anno mi arrivano a casa con le sue lettere, in cui racconta della scuola, della sua situazione famigliare, degli amici e anche dalla sua passione per il calcio. L’emozione si fa sentire in questo incontro a Gulu tra noi “genitori a distanza” e questo ragazzo che riesce a proseguire negli studi grazie al progetto di Good Samaritan. Seduti all’ombra del grande mango, timidamente, ma con chiarezza, racconta al gruppo la sua storia, le aspirazioni e i progetti su “cosa farò da grande”. Parla seriamente, consapevole che lo studio e l’impegno disegneranno sì il suo futuro, ma anche quello del loro Paese che ha tanto sofferto per guerre, malattie come AIDS ed ebola, insicurezza politica e sociale e ne sta pagando ancora le conseguenze. Poi con Joel lo scambio degli sguardi, i sorrisi, le foto, il volersi raccontare: chiarire che il poter proseguire negli studi (frequenta la Secondary School e vorrebbe diventare medico) è un suo diritto, come lo è stato per noi. Pranziamo tutti insieme. Joel deve “scappare” subito perché proprio oggi ha l’esame per passare alla classe superiore. Lo accompagniamo al pulmino, un abbraccio (sì, certo, ci scriveremo), qualche lacrima che non si riesce a trattenere. Un pezzetto di Africa che ci è entrata dentro e resterà sempre con noi.

Ivano e Giovanna

Abbiamo sempre pensato all’adozione a distanza ma, fino alla nascita della nostra prima nipotina, non abbiamo mai concretizzato questa scelta. Quando è arrivata Giulia, circa sei anni fa, abbiamo deciso di mettere in atto quello che era stato fino ad allora un pensiero astratto, come segno di ringraziamento per l’arrivo felice della nostra prima nipotina e per dare a un altro bambino, in un’altra parte del mondo, l’opportunità di studiare e di avere un futuro migliore per mezzo dello studio. E’ stata una scelta più personale che di coppia: io, Luigina, ho messo al corrente dell’adozione Lorenzo, mio marito, a cosa già avvenuta; ma quando è arrivata la prima foto e le prime notizie del ragazzo che avevano scelto per noi tutta la famiglia è stata contenta! Avere avuto l’opportunità con il viaggio solidale, al quale abbiamo partecipato nell’agosto 2018, di incontrare di persona il ragazzo da noi sostenuto è stato per tutti e due motivo di gioia e ancora più di presa coscienza che vale la pena dare questa opportunità a ragazzi svantaggiati e vulnerabili. Il “nostro ragazzo” ha già ventitré anni e sta per terminare la Secondary School. Il suo desiderio è quello di diventare pasticcere e, mostrandoci le foto delle sue creazioni, ci ha detto che sta già facendo parecchie esperienze lavorative in questo ambito. Lorenzo ha preso molto a cuore questa sua scelta di professione e, tornati in Italia, si è dato da fare per procuragli degli attrezzi da utilizzare per lo svolgimento di quest’attività. Siamo stati davvero contenti di questo incontro!

Luigina e Lorenzo