LA DIVERSITÀ AMICA
Tommaso Tadiello è laureato in scienze agrarie e, nel marzo 2016, è partito per Gulu con la curiosità di conoscere questa terra, sia dal punto di vista agricolo – visitando e lavorando al nostro progetto agricolo-, sia per scoprire la cultura e le tradizioni acholi. Ecco la sua testimonianza.

Prima della partenza per l’Africa la curiosità era tanta: molte persone me ne avevano parlato, raccontata tramite foto, esperienze vissute. Tutto molto interessante, ma mai quanto viverlo in prima persona!

image1-1 copia“E’ proprio tutto molto diverso”, dicevo tra me e me nei giorni scorsi, conscio di quanto a volte la diversità faccia paura, ma altrettanto colpito da come allo stresso tempo risulti tremendamente bella ed affascinante. Come bella e affascinante è la gente del posto, ridotta in povertà, ma ancora capace di salutarti con un sorriso, o le loro tradizioni e usanze che tanto potrebbero insegnare anche a noi.

La mia esperienza qui in Uganda è nata con l’intento primo di conoscere questa realtà soprattutto attraverso il progetto della fattoria. In questo frangente ho conosciuto l’agronomo Valerio Rizzo che attualmentesi occupa della gestione tecnica e che mi ha guidato alla scoperta di tutto ciò che ruota attorno a questo progetto.

Per uno studente di agraria come me, in procinto di immettersi in un mondo del lavoro spesso saturo e inospitale, la prima cosa che balza all’occhio è sicuramente il grande potenziale che questa terra e questa gente possiedono. Certo che, alla luce delle diverse condizioni socio-economiche e territoriali, l’approccio agricolo occidentale sembra non funzionare. Con questo voglio semplicemente dire che aiutare queste persone significa sì esportare mezzi, conoscenze e tecniche innovative, ma anche, e soprattutto,aiutarli nel maturare la consapevolezza che, come un giovane vuole conquistarsi un posto nel mondo del lavoro e da qui costruire qualcosa di bello, anche loro possono e devono provare a migliorare e migliorarsi con i loro mezzi e le loro conoscenze. Allora ecco che il nostro aiuto non è più fine a sé stesso, le nostre conoscenze non più dei consigli estranei. Non a caso le attuali conoscenze in campo agricolo ci dicono la stessa cosa: non serve esportare colture super produttive o tecniche all’avanguardia, ma piuttosto conoscere ciò che già c’è, frutto di unadattamento ambientale millenario e valorizzarlo con l’aiuto delle moderne tecniche.

Se devo pensare all’Africa fra dieci, venti o cent’anni anni, non voglio pensare a un paese moderno e di stampooccidentale: mi torna semplicemente in mente la parola “diverso”. Spero sarà un paese che se avrà creduto insé stesso, come viene chiesto a noi giovani, diventerà un qualcosa di unico come lo è oggi, e allora sarà bello tornarci nuovamente.

 

TOMMASO SI RACCONTA ATTRAVERSO LE SUE FOTOGRAFIE
Le fotografie raccontano chi siamo, ma soprattutto la nostra visione del mondo e delle esperienze che viviamo. Ecco perché è importante, per noi di Good Samaritan, che le testimonianze non siano raccontate solo sotto forma di parole, ma anche di immagini: per rivivere con gli occhi della persona che racconta i luoghi dove è stato, le persone che ha incontrato, le esperienze che ha vissuto e le emozioni che ha provato!