L’ARIA DI CASA
Valentina ha partecipato al campo solidale nell’agosto del 2016, vivendo una straordinaria avventura. Ci racconta le sue impressioni e i suoi ricordi di un’estate a Gulu.

Prima della partenza per Gulu il mio obiettivo era “ampliare i miei orizzonti, conoscere l’altro, la sua cultura e capire meglio me stessa”. Come avevo sperato, sono stati ventun giorni meravigliosi, all’insegna della scoperta del nuovo e del diversoLe giornate passavano velocemente: la sveglia, la colazione, la preghiera mattutina cantata gioiosamente dalle persone della comunità e lo svolgersi delle diverse attività.

pag.7_foto articolo Valentina:2I primi giorni sono stati di conoscenza, d’integrazione e di scoperta dei progetti portati avanti dall’associazione Good Samaritan e dai Comboni Samaritans of Gulu. L’esperienza vissuta con alcune famiglie del luogo, beneficiarie dei progetti dei Comboni Samaritans of Gulu, è stata sicuramente la più interessante: ci siamo trovati di fronte a persone malate, a tanti bambini capaci di divertirsi e giocare con poco. Solo in questo modo si può capire realmente cosa voglia dire vivere senza nulla, senza genitori, senza i beni primari, come il cibo o l’acqua potabile. Eppure, nonostante queste numerose mancanze, i bambini erano sempre felici, si accontentavano di poco, ti correvano incontro per scattare delle fotografie, ridendo a crepapelle mentre riguardavano sullo schermo della macchina fotografica le forme del loro volto e le loro espressioni. Più i giorni trascorrevano e più mi sentivo a casa. L’aria pulita, la terra rossa sotto i nostri piedi, il caldo sole africano, alternato a improvvisi temporali, i boda-boda (le motorette taxi tipiche di Gulu), il profumo del burro d’arachidi, le canzoni a tutto volume che risuonavano dai camioncini ambulanti, i grandi mercati per la strada che, tra un misto di colori e profumi, mi facevano sentire in un luogo magico, dove tradizioni e cultura avvolgevano i miei pensieri. Questa esperienza mi ha segnato molto: mi ha fatto imparare davvero cosa vuol dire non avere nulla, ma essere felici di quel poco che si ha.

Scrivo questo piccolo racconto con la speranza che, nel leggerlo, tutti voi capiate che il nostro aiuto è fondamentale e che, se ognuno di noi facesse anche solo una piccola parte, si permetterebbe alle persone in difficoltà di prendere in mano le redini della loro vita.

 

VALENTINA SI RACCONTA ATTRAVERSO LE SUE FOTOGRAFIE
Le fotografie raccontano chi siamo, ma soprattutto la nostra visione del mondo e delle esperienze che viviamo. Ecco perché è importante, per noi di Good Samaritan, che le testimonianze non siano raccontate solo sotto forma di parole, ma anche di immagini: per rivivere con gli occhi della persona che racconta i luoghi dove è stato, le persone che ha incontrato, le esperienze che ha vissuto e le emozioni che ha provato!